CARDIOPATIA ISCHEMICA: PERCHE’ COLPISCE SEMPRE DI PIU’ LE DONNE?

 

Una donna su tre muore prematuramente di cardiopatia ischemica. La cardiopatia ischemica è attualmente la prima causa di morte tra la popolazione femminile in menopausa.

Questi dati risultano alquanto sconcertanti, se pensiamo agli innumerevoli studi e progressi che negli ultimi decenni sono stati compiti nel campo della medicina cardiovascolare.

Perché molte donne sono vittime della cardiopatia ischemica?

La cardiopatia è una malattia cardiovascolare causata da un’ostruzione delle arterie coronarie, che genera un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cuore, con conseguente alto rischio di infarto e arresto cardiaco.

Per molti anni, si è pensato che l’infarto e l’ictus fossero malattie quasi esclusivamente maschili, tanto da concentrare gli studi in prevalenza questa fascia di pazienti, trascurando quella di sesso femminile.

Questa errata considerazione ha portato ad oggi un vero e proprio divario tra progressi in campo medico inerenti patologie cardiovascolari tra pazienti di vario sesso: non è detto, che sintomi conclamati e diagnosi accertate su pazienti di sesso maschile abbiamo gli stessi effetti su quelli di sesso femminile. Ed è proprio il caso della cardiopatia ischemica, una patologia che si comporta in modo molto differente tra pazienti donne e maschi.

Come per gli uomini, anche per le donne, i soggetti più a rischio risultano essere quelli in sovrappeso, con problemi di ipertensione, abuso di alcool, uso di droghe, fumo, alimentazione poco salutare, vita sedentaria.

Per le donne si aggiungono inoltre altre condizioni di rischio, ad esempio menopausa, gestosi in gravidanza e parto pretermine.

Sovente nelle donne la cardiopatia ischemica si manifesta con sintomi molto comuni ad altre condizioni di malessere, tra cui stanchezza, vomito, fiato corto, vertigini, dolori al petto, che spesso, soprattutto nelle pazienti ultra-cinquantenni i segni vengono confusi con una tipica condizione di menopausa.

La diagnosi di cardiopatia ischemica risulta altrettanto difficoltosa per le donne in età fertile, per le quali i risultati degli elettrocardiogrammi non sempre risultano espliciti, poiché viziati dal ciclo ormonale.

Alla luce di ciò, attualmente sussiste una reale difficoltà nel diagnosticare una condizione di cardiopatia ischemica nelle donne; spesso, l’evidenza arriva quando ormai è troppo tardi per definire un trattamento preventivo o contenitivo, motivo per il quale il tasso di mortalità risulta più alto tra le donne rispetto agli uomini, e sempre più spesso si parla di cardiopatia ischemica femminile.

Cardiopatia ischemica: come prevenirla?

La prevenzione è certamente la migliore arma per evitare conseguenze irreversibili dovute a patologie cardiache.

Alimentazione corretta, attività fisica costanze, sane abitudini, eliminazione di alcol e fumo certamente sono la migliore arma per prevenire patologie cardiovascolari. Senza omettere controlli periodici, da intensificare soprattutto con l’avanzare dell’età.

Proprio sul tema della prevenzione di patologie cardiovascolari, negli ultimi anni sono state attivate varie iniziative volte a sensibilizzare l’opinione medica con l’obiettivo di annullare la discriminazione di sesso in materia di ricerca. Iniziative e progetti di questo genere hanno contribuito a salvare più di 40 mila persone nell’ultima anno e l’intento è di aumentare notevolmente questa numerica.

  • CORREZIONE DELLE ABITUDINI ALIMENTARI per prevenire il sovrappeso e l’obesità sia nei bambini che negli adulti, riducendo l’assunzione di calorie in eccesso nonché l’apporto dietetico di colesterolo e grassi saturi, incrementando, invece, l’utilizzo dei grassi vegetali insaturi.

 

  • FUMO impedire l’abitudine al fumo negli adolescenti.

 

  • ATTIVITÀ FISICA incoraggiare le consuetudini di vita che comportino attività fisica regolare (ad es. camminare a piedi il più possibile, non usare l’ascensore…). Una regolare attività sportiva tenderà a ridurre l’intensità di diversi FRC.